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“Il Silenzio di averti accanto” torna ad Este

Dopo il successo della sua lettura interpretativa in anteprima nazionale lo scorso settembre, Giancarlo Marinelli torna a presentare ad Este "Il Silenzio di Averti Accanto", il suo ultimo acclamato romanzo!

Cosa può succedere nella vita di un uomo “che non è più ragazzo” alla scoperta di essere prossimo a diventare padre? Quando poi scopre che è in arrivo un maschio gli si pone una grande domanda: “Se non ha ancora un nome, come faccio a chiamarlo?” Deciso a rendere onore agli uomini della sua famiglia, inizia ad interrogarsi se come nome sia meglio Marino, quello del nonno mai conosciuto con la passione della lettura e la dedizione agli ideali del Fascismo, o Almo, suo fratello minore, votato invece al Comunismo.
Nel tentativo di scoprire i segreti della storia dei due fratelli, le cui vicende si intrecciano con quelle dell’intero Paese dal 1916 ai giorni nostri, il protagonista farà chiarezza sul mistero che avvolge il passato della sua famiglia, scoprendo una verità sorprendente come il nome che sceglierà per suo figlio.

Edito da La Nave di Teseo, “Il Silenzio di Averti Accanto” è una storia che parla di noi, dei nostri sentimenti, col passo spedito del racconto epico e il respiro intimo della confessione e dell’amore, direttamente dalla penna del nel più eclettico scrittore atestino dei nostri tempi. 

Questa volta la location dell’incontro è lo storico palazzo che ospita il Gabinetto di Lettura di Este, un edificio importante tanto per la nostra città quanto per le vicende narrate nel romanzo, indissolubilmente legato al passato della famiglia dell’autore. 
Proprio nelle sue magnifiche sale il nonno Marino aveva infatti organizzato, nell’aprile del 1933, un ballo di primavera, in occasione della sua elezione come nuovo segretario della società, per gli operai di una fabbrica di fiammiferi locale e i ceti più abbienti della popolazione:

[…] intorno a Marinelli, non ci sono solo Rocca e altri ragazzi in camicia nera, ma anche operai che hanno appena staccato dall’Utica, con i grembiuli tutti imbrattati d’olio da macchina; e ragazzetti sì e no di quindici anni che sembrano I mangiatori di patate di Van Gogh […] Ci sono anche una decina di ragazze che ci vuole un po’ a metterle a fuoco, tanto la fatica sui campi e nelle fabbriche ne hanno svilito la gentilezza delle forme e soprattuto dei capelli, ridotti a ciocche sfibrate.

In questo nobile circolo culturale, che nelle intenzioni dell’antenato dello scrittore doveva diventare un patrimonio cittadino aperto a tutta la comunità, vi aspettiamo venerdì 15 febbraio alle 20.45 per un incontro unico nel suo genere, che di certo vi rimarrà impresso nella mente e nel cuore per i tempi a venire!

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